Tecniche diagnostiche non invasive nell'autenticazione e studio dei reperti egizi: la fluorescenza dei raggi x (XRF) e la luminescenza indotta da visibile (VIL)

Autore: Marco Nicola, Simone Musso, Simone Petacchi ; Tipologia:Pubblicazione

Licenza: CreativeCommons CC BY-NC-ND 3.0 ; Anno: 2015; Lingua: italiano

Download pdf (548 KB )                    Data di pubblicazione on-line: 28/04/2013

Abstract
Le collezioni museali italiane sono ricche di oggetti e manufatti prodotti nell'Antico Egitto. Lo studio di tali reperti riveste da sempre un particolare interesse e fascino ed è complicato dal fatto che sin dal XIX secolo la produzione di falsi e pastiche è stata molto diffusa. A causa di questo fenomeno nel corso dei secoli le collezioni si sono talvolta arricchite di falsi e di opere modificate di cui spesso diventa difficile stabilire quanto ci sia di autentico e quanto di manomesso. Discipline quali la chimica e la fisica offrono da molti anni un importante ausilio per riconoscere gli originali e per studiarne inoltre le tecniche esecutive e lo stato di conservazione. Recentemente sono state numerose le tecniche analitiche sviluppate per la diagnostica e lo studio dei materiali di interesse storico artistico e tra di esse rivestono una particolare importanza le tecniche non invasive, quelle, cioè, che permettono di ottenere importanti informazioni mantenendo l'integrità dell'opera e non necessitano, pertanto, il prelievo di campioni. Il presente lavoro illustra l’applicazione di alcune di queste tecniche su reperti egizi di Musei Italiani tra i quali il sarcofago femminile del Museo Archeologico di Asti risalente alla XXI Dinastia (1077-943 a. C.) e alcuni reperti del Museo Stibbert di Firenze: il coperchio del sarcofago antropoide in legno di Pakharu, databile alla prima metà della XXV Dinastia (tra il 725 e il 700 a. C.), il cosiddetto “pannello ligneo dipinto” realizzato unendo insieme su di un supporto ligneo entro cornice dorata e di un medesimo cartonnage risalente ad un periodo compreso tra la XXIII e la XXV Dinastia. Particolare spazio verrà riservato alla innovativa tecnica di imaging multispettrale Visible Induced Luminescence (VIL) e alle potenzialità che derivano dall’accoppiamento con altre tecniche non invasive più consolidate come ad esempio la Fluorescenza dei Raggi X.
 
                      

 

APRI FILE

Informazioni aggiuntive