METODO DEL 14C

E’ il metodo archeometrico di datazione più conosciuto che ha ampliato in maniera fondamentale le possibilità degli esperti del settore di stabilire cronologie.
Elaborato nel 1946 da W. F. Libby, vincitore per questa sua intuizione del premio Nobel nel 1960, questo metodo è applicabile ai materiali contenenti carbonio che è l’elemento costituente fondamentale di ogni sostanza organica, e permette di datare resti di organismi morti negli ultimi 50-60000 anni.
In linea di principio possono essere datati tutti i resti provenienti da organismi viventi che abbiano cessato di scambiare radiocarbonio con l'ambiente circostante per il sopraggiungere della loro morte; ossa legno, pellame, capelli, inclusi organici nella ceramica (semi, paglia ....), carta, papiri, resina, etc. Possono inoltre essere datati materiali anche di natura inorganica che siano stati però generati da organismi viventi: gusci di conchiglia, gusci d'uovo, etc.

                      


METODO DEL 14C BOMB PEAK

Per la datazione di resti di organismi morti intorno al 1960 si sfrutta, invece, l'effetto del bomb peak. I test nucleari avvenuti negli anni '50 e '60 hanno provocato un aumento del flusso di neutroni in atmosfera e del rate di produzione di carbonio14 fino al 100% in più. Solo a partire dal 1963 con il trattato di non proliferazione, la concentrazione di carbonio 14 torna a diminuire. Per le datazioni posteriori al 1960 bisogna tener conto degli effetti delle esplosioni nucleari.



TERMOLUMINESCENZA

La datazione con termoluminescenza è un tipo di datazione radiometrica basata sulla termoluminescenza del materiale da datare. La termoluminescenza permette di stabilire il periodo in cui un materiale è stato sottoposto a cottura ad alta temperatura. La tecnica è pertanto utilizzata per datazione e autenticazione di materiali ceramici, terrecotte, maioliche, porcellane, laterizi, fornaci, focolari, terre di fusione delle sculture in bronzo.    Le datazioni mediante termoluminescenza si riferiscono all’ultima cottura subita dall’oggetto. Questa considerazione è da tener presente nell’interpretazione dei risultati.  Essi infatti potrebbero essere influenzati dal possibile reimpiego dell’oggetto, da incendi o riscaldamenti accidentali, da restauri antichi o moderni. Altri fattori che possono influenzare i risultati sono una non corretta valutazione della radiazione assorbita annualmente o una non corretta stima del contenuto medio di umidità del campione, perché l’acqua in esso contenuta può assorbire parte delle radiazioni.

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